giovedì 12 febbraio 2009

LEZIONI IN CLASSE.......

"In un porto della costa occidentale europea...Clic!" Esordisco così in una delle mie classi, una terza media (terza della scuola secondaria di primo grado...) Prof l'abbiamo già letto! E' un brano tratto da un testo di H Boll "il nano e la bambola" e allora inizia la discussione che non verte su caratteristiche letterarie di questo scritto, ma sul "cuore del lavoro": si tratta di passione o di sfrenato produttivismo? La discussione si fa animata, si prendono posizioni....chi la "pensa" come il pescatore, chi invece come il turista...Difficile mediare le posizioni! Qualcuno termina dicendo che la posizione del pescatore è quella giusta, ma la società di oggi ti obbliga a fare come il turista. E' un'amarezza vedere come in ragazzini di 13- 14 anni inizi già ad insinuarsi il seme del cinismo!Ho voglia di dire che il lavoro può e deve essere una passione e allora ritorno al mio amato A.De Saint Exupéry e a quella frase che ho letto anni fa e che spesso mi ripeto: La scrivo alla lavagna e ci lavoriamo, la smontiamo, la analizziamo e ne discutiamo: "Se vuoi costruire una nave non radunare gli uomini per raccogliere legna e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare" evidenzio ciò che mi ha spinto a scrivere con loro queste parole e a confrontare la nostra esperienza con il testo e sottolineo l'importanza della...... NOSTALGIA poi continuiamo la nostra discussione e ne vengono fuori proprio delle belle, aproposito della difficoltà che hanno nella scelta della scuola in vista del lavoro, nascono le scoperte .... sappiamo fare!! siamo "testa e mani" intelligenza e azione e non posso più fermarmi, voglio fare incontrare a questi ragazzi l'esperienza della meraviglia, dell'aspetto culturale del lavorovoglio far loro incontrare esperienze di chi vive fino in fondo la propria umanità nella sua attività lavorativa. Troppo spesso si pensa che un lavoro bello sia solo quello "importante", agli occhi dei ragazzi ci sono lavori inutili... e ne parliamo una delle provocazioni che sanno sempre porre è : "come si fa ad esprimere la propria umanità se uno lavora alle pompe funebri...vende casse da morto!" ...Certo, ma incontra lo sguardo di qualcuno che vive nel dolore, può essere umano anche in questa proposta, incontra il dolore, il senso della vita... si arriva anche a parlare di pulizia dei "gabinetti" e di altro...
Leggiamo una poesia di Neruda "ode al muratore" riscopro per me la dolcezza della fatica, la lezione che ciascuno ci dà ogni giorno... poi un brano per piccoli ma appassionante: "Ugo e i nomi delle vie!" la vicenda di un lavanomi che fa del suo lavoro una grande passione e che diventa colto facendo un umile lavoro; c'è occasione di parlare dell'esperienza scolastica: cosa ti appassiona di più? quando hai trovato soddisfazione? risposte vere Io rifletto sul fatto che noi trasmettiamo la passione ai ragazzi..., ma troppo spesso ci fermiamo a lamentarci del fatto che loro non sono in grado di comprendere quello che diciamo, non stanno dietro...Poi non posso esimermi dal far riflettere su come nella storia sia notevolmente mutato il modo di considerare il lavoro e da loro viene la proposta di prendere in considerazione i diversi periodi storici e vedere cosa significava nelle diverse epoche lavorare.... Sono seri, si documentano, ricercano e scrivono, copiano e incollano "con la testa e con le mani" come dico sempre: c'è stile anche in queste operazioni di copia-incolla!! Sono contenta del lavoro che stanno facendo e di come reagiscano e si lascino interpellare... credo che pubblicherò gli esiti dell'attività